Smarcati
17 Dicembre 2021

La convivenza della marca con l’audience nei social

Prima dell’arrivo dei social la sintesi della comunicazione di un’azienda era rappresentata dal comunicato stampa.

Un’entità astratta scriveva ogni tanto, gli altri leggevano.

Così, una marca restava sull’altare in mezzo alle sue parole che le persone ricevevano a calcolata distanza.

Oggi, invece la marca prende spesso la parola e gli altri le parlano.

A volte è una critica, altre volte un complimento, in alcuni casi è una richiesta, in altri ancora un suggerimento.

Sono toni di voce diversi e di fronte ai toni che cambiano una marca deve sapere cambiare la propria voce con la parola scritta.

Perché solo una marca che sa stare in mezzo alle parole degli altri sa stare nei social media.

E se sa stare in mezzo alle parole degli altri, allora quella marca ha un’audience.

Non funziona come sulla strada che il cartellone parla per la marca: nei social è la marca a parlare per sé stessa e per farlo deve sapere parlare con le parole che scrive.

Ogni giorno la marca cresce attorno a contenuti che oltre a mettere nei social un pezzo della sua identità danno all’audience un posizionamento per identificarsi.

È così che una marca convive con la propria metà.

Smarcati una metà non ce l’ha ancora, ma il libro uscito nelle librerie il 9 settembre ha iniziato a crearla.

Sono 300 pagine che danno inizio a un progetto, un lungo viaggio ai confini della marca.