Blog - Smarcati

Nell’azzurro di una marca un Paese si riposiziona

È stata per la marca più amata dagli italiani un’estate di rebranding. È la marca con l’audience più vasta, con capostipiti leggendari, con angeli custodi sempre al fianco degli atleti per prepararli a tutto. Anche a mettersi una medaglia al collo e a diventare delle stelle. Per primi sono stati i calciatori ai campionati Europei.

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Grafica e design: gli ingranaggi della marca.

Compatta e corrispondente in tutte le sue componenti.Una marca è un grande spazio, ma quello che oggi contiene è sempre più liquido.Ancora di più che in passato c’è bisogno di qualcosa che lo tenga insieme.La grafica fa questo.È come un addensante che tiene uniti elementi poco coerenti e molto sfuggenti. Il colore è il tratto

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Tra le emozioni di un prodotto che parla di marca.

Evocare è il compito più faticoso per una marca, ma è anche quello che la rende rilevante.Il nostro inconscio è pieno di esperienze di vita che hanno lasciato tracce.Una marca che funziona sa come tirarle fuori in tutta la loro sostanza per rielaborarle e darle una nuova forma: quella delle emozioni. Il prodotto è monòtono

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La marca sopra e sotto una nuova linea

Una volta c’era una linea di confine. Separava la comunicazione sopra una certa soglia di budget – above the line – dalla comunicazione sotto una certa soglia di budget: below the line. Toglierla era impensabile in quegli anni. Rischiavi di passare per quello che non sapeva fare comunicazione oltre a quello che non sapeva gestire

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La convivenza della marca con l'audience nei social

Prima dell’arrivo dei social la sintesi della comunicazione di un’azienda era rappresentata dal comunicato stampa. Un’entità astratta scriveva ogni tanto, gli altri leggevano. Così, una marca restava sull’altare in mezzo alle sue parole che le persone ricevevano a calcolata distanza. Oggi, invece la marca prende spesso la parola e gli altri le parlano. A volte

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La marca lontana dai luoghi comuni

Il posizionamento di marca è un luogo non comune. Racconta di qualcosa a qualcuno con qualsiasi mezzo a disposizione e con qualunque idea capace di svilupparsi e realizzarsi per riempire quello spazio. Due sono le coordinate per individuarlo: il che cosa e il come. Che cosa comunicare deve cambiare con frequenza. Il posizionamento di marca

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La marca dentro la custodia dell’angelo

Una marca credibile si costruisce con la sua storia. Una storia è fatta di tempo e ce ne vuole molto per darle credibilità. Basta poco invece per perderla: un angelo custode ti aiuta a mantenerla. Per questo, ogni marca dovrebbe averne uno.

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Come trovare il tempo di smarcarsi dall’omologazione

Il valore di un’azienda lo racconta la sua storia. Lunga o breve che sia conta quello che lascia alle persone che ne fanno esperienza. Il valore di un prodotto lo esprime l’idea. Piccola o grande che sia conta quello che risolve a chi lo utilizza. Il valore di una marca lo trasmette la nostra percezione. Forte o debole che sia conta l’emozione che ci fa vivere.

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In origine, una marca è un capostipite

Nessuno ha tempo di guardare indietro quando si è troppo impegnati ad andare avanti. Eppure, se ritorniamo all’origine di ieri possiamo vedere quello che siamo diventati oggi. Una marca così è sempre in nuove mani. Nelle mani del suo capostipite.

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Narrazione: una lunga storia di posizionamenti

Una volta la marca era un brand che si faceva solo vedere. Oggi la marca è un brand che si fa sentire: è un brand che parla. Se parla con le parole che scrive allora quella marca anche si racconta. E quando racconta storie che le accadono allora quella marca si posiziona.

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Pensiero creativo contro pensiero strategico

Chi si occupa di creatività pensa che sia una questione di vita o di morte nella comunicazione, che sia vitale come i colori lo sono per l’arcobaleno. Chi si occupa invece di strategia pensa che sia l’arco a tenere in piedi i colori. Che sia il disegno strategico della curva a rendere riconoscibile l’arcobaleno.

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La marca costruita con la solidità elastica di una ballerina

Nuvole bianche, cielo azzurro, prato verde. Per comporre un paesaggio gli elementi che ci servono li troviamo in natura. Per costruire una marca invece dobbiamo cercarli nella società. La sostenibilità delle produzioni, l’etica dei comportamenti, le prese di posizione. I più costruttivi oggi sono i segni che l’impronta del tempo lascia sulla società. È così che una marca diventa distintiva.

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