Narrazione: una lunga storia di posizionamenti
Una volta la marca era un brand che si faceva solo vedere.
Oggi la marca è un brand che si fa sentire: è un brand che parla.
Se parla con le parole che scrive allora quella marca anche si racconta.
E quando racconta storie che le accadono allora quella marca si posiziona.
Perché una storia inizia allo stato solido: quando è vera ha tutta la consistenza per stare in piedi da sola con l’idea di partenza.
Poi passa allo stato liquido quando la narrazione fa scorrere la storia nell’arco del tempo.
Alla fine, si trasforma in uno stato gassoso: il montaggio colloca i fatti nello spazio del racconto e crea l’atmosfera.
È quello il posizionamento.
Del resto, se una storia ci resta dentro è perché qualcuno è riuscito non solo a scriverla, ma anche a parlarci con la storia che scriveva.
È così che è riuscito a posizionarsi dentro di noi.
Un paio di zoccoli si trasforma in due scarpette di vetro.
Un pezzo di legno in un pupazzo di legno.
Clark Kent in un uomo che ha qualcosa di super.
Don Diego de la Vega in un uomo tutto nero e mascherato.
La narrazione è una lunga storia di posizionamenti.
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